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dicembre 16, 2017
Pubblicazioni
Il paziente dimenticato: il suicidio. Quando la fine non diventa un inizio

Il paziente dimenticato: il suicidio. Quando la fine non diventa un inizio

Anita Casadei, Sara Acampora

Contributi di: Samantha Bellini, Giuseppe Ducci, Denise Erbuto, Antonella Giordani, Federico Marolla, Maurizio Pompili.


Il tema del suicidio è uno degli argomenti più controversi, problematici e dibattuti non soltanto in ambito psicologico: esso abbraccia l'intera cultura, ponendo in campo questioni quali le nostre vite, la morte e la libertà individuale.
Questo volume affronta in modo completo ed esaustivo un argomento spesso ignorato e trascurato ma purtroppo sempre attuale, analizzandone l'evoluzione culturale e sociale per soffermarsi sugli aspetti psicopatologici e clinici che caratterizzano questo triste evento. 
Scorrere le pagine del libro è come accendere una piccola luce per individuare la multifattorialità di questi eventi, delineando innanzitutto i particolari scenari e i contesti sociali di chi ha deciso di compiere il gesto finale di togliersi la vita.
Gli autori ci accompagnano in questo difficile viaggio per comprendere una realtà drammatica con la speranza che non si debba mai dire: "è troppo tardi".

Anita Casadei, psicologo, psicoterapeuta psicoanalitico, PhD alla Southern International University di New Orleans Luisiana (USA), docente della Scuola dell'Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica (SAPP), revisore dei conti della Società Italiana di Psicoterapia (SIPSIC), fondatore e socio dell'Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica.

Sara Acampora, psicologa, psicoterapeuta psicoanalitica, docente della Scuola dell'Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica (SAPP), membro del Centro di Psichiatria e Psicoterapia di Roma, socio fondatore dell'Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica.

Casa Editrice Franco Angeli: Collana Psicodinamicamente

La depressione perinatale. Aspetti clinici e di ricerca sulla genitorialità a rischio

La depressione perinatale. Aspetti clinici e di ricerca sulla genitorialità a rischio

Vincenzo Caretti, Nicoletta Ragonese, Cettina Crisafi

La nascita di un bambino rappresenta un evento molto importante e delicato nella vita di una donna, che implica profonde trasformazioni da un punto di vista fisico, psicologico e relazionale. L’esperienza emotiva vissuta dalle donne che diventano madri assume un’importanza fondamentale per l’evoluzione della loro personalità, per lo sviluppo del bambino e per la successiva vita di coppia. La depressione perinatale è caratterizzata dalla presenza di uno o più episodi depressivi durante la gravidanza e nei dodici mesi successivi al parto. La donna che diventa madre si trova spesso a dover contrastare l’ideale materno di felicità, che la vuole libera da dubbi e sofferenze, con un'esperienza soggettiva che in certi casi può spingerla a nascondere la difficoltà del diventare genitore e che l’allontana dall’aiuto specifico di cui avrebbe bisogno, a causa della pressione di un giudizio moralistico che la stigmatizza come una “cattiva madre”. Il volume che si avvale dei contributi di svariati studiosi, mette insieme studi originali di natura teorica ed empirica sulla depressione perinatale e sulla qualità delle prime esperienze di attaccamento come fattori protettivi o di rischio nell'esordio della genitorialità.

La Relazione che cura

La Relazione che cura

Piero Petrini, Alberto Zucconi

Lo studio del comportamento umano, del mondo interno, delle emozioni, della mente, del cervello non può prescindere dallo studio delle esperienze interpersonali, ovvero di come le relazioni e la storia personale di ciascun individuo plasmino lo sviluppo del cervello e delle sue connessioni nervose, il cui risultato dinamico è l’“emergere” della nostra attività mentale (Siracusano, 2000).La mente si forma all’interno delle interazioni tra processi neurofisiologici interni ed esperienze interpersonali. Le esperienze costituiscono sia il patrimonio informativo della nostra mente sia determinano in vari modi (plasticità sinaptica, priming, pruning) le modalità attraverso le quali la mente sviluppa le capacità di elaborare tali informazioni (Siracusano, 2006). In questo volume utile per tutti gli studenti ed i professionisti del campo della salute, noti esponenti della relazione di aiuto affrontano questa tematica a seconda dei setting dei paradigmi o delle utenze che la caratterizzano. Il volume è organizzato in due sezioni: la relazione nell’ambito della salute mentale, dove vengono prese in considerazione le relazioni tra i curanti ed i pazienti e le relazioni in alcune specifiche patologie; la seconda sezione è dedicata alla relazione psicoterapeutica nei principali modelli, presentati secondo una cronologia storica di affinità. Un glossario alla fine del volume riporta le singole tassonomie con il nome dell’autore per impedire confusione tra i vari paradigmi.


Il Simbolo

Il Simbolo

Bruno Callieri, Maria P. Zerella, Luigi Janiri, Piero Petrini

In questo volume viene riproposto il dibattito che attualmente vede sempre più coinvolte le discipline psicologiche ed antropologiche, al fine di illuminare la seconda dialettica fra senso e significato, fra simbolo e sintomo, fra icona ed emblema, fra un sapere psicologico delle competenze ed uno dei fondamenti. Questa dialettica anche tra campi molto diversi stimola la rielaborazione concettuale all’interno delle singole discipline. Ecco perché in queste pagine si alternano aperture culturali e dimensioni psicologiche, suggestioni filosofiche e incarnazioni formali, che spaziano dalla creatività all’interpretazione, dal diritto all’architettura, dalla musica al sacro. E’ proprio quest’ultima dimensione che schiude orizzonti di imprevista fecondità sulle potenzialità filosofiche delle simbologie religiose, delle psicologie sensibili al richiamo del simbolo, delle curvature antropologiche e sociali, del linguaggio multimediale, della sessualità, del cibo e delle tangenze tra ordini biologici originari, ordini semiotici, ordini strutturali. Ci auguriamo che questo sforzo convergente di studiosi di così diverse provenienze riesca ad illuminare ambiti essenziali cui ricondursi. 

Idee in Psicoterapia. Errori in psicoterapia

Idee in Psicoterapia. Errori in psicoterapia

Piero Petrini, Luigi Janiri

Gli errori, sintetizzando il molto che è emerso, dipendono, per quelli generali, innanzitutto da una cattiva formazione del terapeuta. Questo avviene per esempio, quando la formazione viene troppo “autoriferita”, con modelli distanti dalle ricerche internazionali, e dove ai giovani terapeuti non viene fatto capire che “ogni psicoterapia ha un limite”. Poi dipendono dalla personalità del terapeuta, dalla sua formazione mentale, dal suo legame con l’etica professionale; quest’ultima deve, a mio parere, essere il faro illuminante di ogni medico e psicologo. Ancora, dalla capacità del terapeuta di lavorare in equipe, anche a distanza, quindi dalla necessità del terapeuta di mettersi in discussione e di dialogare con altri professionisti, sempre con il concetto di base che il paziente è il nostro vero obiettivo, e la sua salute deve essere al centro del nostro lavoro. Il modo per fronteggiare gli errori è innanzitutto la predisposizione a riconoscerli. Non dobbiamo riversare all’esterno le nostre difficoltà, i nostri errori, i nostri danni. Indispensabile nella formazione di ogni terapeuta, una buona dose di umiltà. L’umiltà di sottoporsi alla verifica e alla supervisione; l’umiltà di sottoporsi al confronto; l’umiltà di riferire al paziente dei nostri errori, quando è utile, di discernere con lui, e di abdicare al ruolo di terapeuta quando l’errore è troppo cogente.
Idee in Psicoterapia. Emozioni e psicoterapia. Emozioni e cambiamento

Idee in Psicoterapia. Emozioni e psicoterapia. Emozioni e cambiamento

Piero Petrini, Luigi Janiri

Gestire male le nostre emozioni può gettare la nostra vita nel caos e crearci grosse difficoltà relazionali e sociali, attraverso l’acting e la rottura, oppure attraverso la chiusura e la paura. La conoscenza e la gestione del controllo e la liberazione consapevole delle proprie emozioni, diventa, invece, uno strumento formidabile, ineguagliabile per raggiungere il successo e un potente strumento per migliorare la propria vita di relazione. Non siamo responsabili di quanto proviamo di fronte agli eventi esterni o ai comportamenti altrui, ma lo siamo per le modalità di risposta che attuiamo e con cui decidiamo di esprimere i nostri sentimenti. La realtà non è quello che ci succede, ma il modo in cui noi la interpretiamo e le risposte che noi diamo agli eventi. 

Psicoterapie e neuroscienze. La psicoterapia modifica il cervello

Psicoterapie e neuroscienze. La psicoterapia modifica il cervello

Piero Petrini, Grazia Sciarillo

Il presupposto fondamentale che sta alla base del cambiamento in psicoterapia è il risultato della reciproca influenza che si realizza tra geni e ambiente. Per delineare i meccanismi coinvolti in tale interazione, Kandel (1998) indica, come risultato dell’apprendimento, un aumento significativo del numero di sinapsi. La psicoterapia potrebbe essere considerata, quindi, una forma controllata di apprendimento che avviene nel contesto della relazione terapeutica. 

Idee in Psicoterapia. La formazione alla ricerca, la ricerca in formazione. Introduzione

Idee in Psicoterapia. La formazione alla ricerca, la ricerca in formazione. Introduzione

Piero Petrini, Luigi Janiri

Questo numero di Idee in Psicoterapia nasce da un convegno organizzato nel Gennaio del 2010 per commemorare il Prof. Pio Scilligo, tra i primi a veder nascere la Rivista. Una prima parte è stata dedicata al ricordo di questo straordinario maestro, sia riportando evocazioni personali sia contribuendo con approfondimenti sulla sua vita e sul suo lavoro nella ricerca e nella formazione. Nello specifico della formazione viene affrontata, nella seconda parte della rivista, la questione riguardante la necessità o meno di una analisi personale del percorso del futuro psicoterapeuta. 

Idee in Psicoterapia. Narcisismo del paziente, Narcisismo del terapeuta. Narcisismo e cambiamento psichico.

Idee in Psicoterapia. Narcisismo del paziente, Narcisismo del terapeuta. Narcisismo e cambiamento psichico.

Giulia Jolanda De Carlo, Nicoletta Visconti, Piero Petrini

La questione del narcisismo e del cambiamento psichico ha origini lontane: il passaggio da un narcisismo sano ad uno stato patologico del narcisismo segue destrutturazioni lente ma inesorabili, che possono assumere forme anche decisamente maligne. E a questo punto si propone la questione del cambiamento psichico e la compatibilità con il narcisismo oramai diventato patologico e resistente oltre che oppositivo a qualsiasi messa in discussione dell’equilibrio sottostante. La dimensione del narcisismo primario è in realtà il vero Io che sostiene strutture psichiche in continua evoluzione e trasformazione , attraverso il rapporto con il mondo interno e con il mondo esterno, fino ad approdare ad un rassicurante e solido narcisismo secondario, raggiunto il quale il funzionamento psichico è assicurato ad una base sufficientemente sicura per allontanare il rischio dello scompenso maligno. 

Idee in Psicoterapia. Errori e rischi in psicoterapia.

Idee in Psicoterapia. Errori e rischi in psicoterapia.

Luigi Janiri, Piero Petrini

La problematica relativa al rischio iatrogeno nelle varie forme di psicoterapia prevede inevitabilmente di prendere in considerazione la possibilità del fallimento dell’intervento psicoterapeutico e prevede altresì la necessità di porre degli interrogativi: esiste un rischio intrinseco alla psicoterapia, quale common ground  di tutte le pratiche che si riconoscono dietro questa etichetta, di indurre danni nel paziente? In caso di risposta affermativa, come può il terapeuta innescare un processo di mantenimento o di attivazione di dinamiche patologiche? Possono esserci responsabilità anche del paziente? L’intento di quest’articolo vuole essere una riflessione su queste tematiche. 

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